Novi*glio * spazio al centro

progetto: concorso – terzo classificato
località: Noviglio (MI), Italia
stato:
anno: 2008
Arch. Devis Guiguet, Arch. Carlo Spinelli, Arch. Carlo Micono, Arch. Maicol Guiguet
Un nuovo spazio al centro del verde
L’aggregazione amministrativa che dà forma all’odierna Noviglio unisce cinque comunità storicamente indipendenti, ciascuna con il proprio punto focale – la chiesa – ma con una storia simile di difficoltà e rivincite che l’ha vista crescere assieme negli ultimi decenni: Mairano, la sede Municipale, Noviglio, Tainate, Santa Corinna, Conigo.
L’uniformità è invece data dal territorio agrario, dalla presenza delle cascine e delle abitazioni sparse, dagli ampi spazi aperti.
La proposta insediativa parte da qui, da questa grande ricchezza posta a pochi chilometri dal motore economico d’Italia e insieme al centro di un enorme parco agricolo, quello di Milano Sud, non può prescindere da un territorio che è verde per oltre il 90% e affidarsi a forti principi di ecocompatibilità.
E l’obiettivo è quello di dar vita ad un nuovo riconoscibile polo aggregativo, scolastico, culturale, sportivo; un luogo permeabile all’interno all’esterno e viceversa, da cui sia possibile godere di importanti assi visuali e attraverso cui le persone, l’aria, la luce siano flussi che seguono percorsi naturali.Il centro scolastico
L’ubicazione del complesso tiene naturalmente conto delle condizioni urbanistiche ed è distante da aree che possono arrecare disagio allo svolgimento delle attività scolastiche. In base a principi di razionalizzazione delle risorse e di maggiore economicità di realizzazione e gestione, vengono raggruppate più unità scolastiche (scuola primaria e media inferiore).
Il principio che sta alla base del progetto del polo formativo è la volontà di dare origine a spazi che sviluppino nei fruitori (allievi e docenti) una particolare attitudine alla ricerca, alla fantasia, allo spirito di iniziativa allo scambio interpersonale.
Gli spazi sono concepiti per favorire una pluralità di attività (culturali, ricreative…), non esclusivamente circoscritte alle varie forme di insegnamento ex cathedra, e per consentire la didattica strutturata di gruppo. La condivisione è essenziale: tra vari gruppi aula, tra alunni di diversa età, aprendosi il più possibile alla vita del quartiere.
L’interazione tra pedagogia e architettura porta alla creazione di spazi caratterizzati dal massimo della flessibilità tipologica (partizioni interne mobili) e di diversa dimensione (adatti alle nuove esigenze della didattica e capaci di accogliere gruppi costituiti da un numero ridotto di persone, ma anche insiemi più nutriti impegnati in attività collettive)
Altro concetto essenziale è quello di scuola come strada di un villaggio, di organismo aperto verso l’esterno e l’ambiente circostante, che permette di favorire al massimo le interazioni sociali.
Scompaiono altresì le tradizionali gerarchie tra spazi e accessi principali. Si supera il concetto classico di scuola-classe, in favore dell’aulalaboratorio (organismo strutturato secondo spazi specializzati: aula tecnica, aula artistica, aula interciclo, sala proiezioni, palestra…) e della possibilità di ospitare attività didattiche anche nei corridoi, negli ambienti comuni e in spazi verdi aperti e chiusi.
Il complesso si sviluppa su un unico livello eliminando ogni tipo di barriere e garantendo la completa accessibilità sia degli spazi interni che di quelli esterni; sono possibili con facilità successivi ampliamenti (alcuni corridoi possono essere chiusi per ampliare o aggiungere aule).
Lo schema distributivo è ben definito per quanto riguarda l’orientamento e la posizione dei diversi locali.
Le aule didattiche, con vista diretta sul parco circostante, si trovano nella porzione con orientamento sud-est, in modo che possano beneficiare di apporti di luce naturale diretta, anche se mediata da schermature (brise-soleil) che ne regolano il flusso, e di luce diffusa, in modo da rendere uniforme l’illuminamento sulle superfici di lavoro e mantenere il benessere visivo per gli utenti.
Gli spazi collettivi – biblioteca, refettorio, sale proiezioni… – sono invece collocati nella parte centrale del complesso, facendo sì che essi siano agevolmente raggiungibili da ogni punto e creando un vero e proprio sistema di piazze e spazi centrali con alberi e verde. Questi locali di interesse comune, date le proprie caratteristiche, beneficeranno di apporti di luce principalmente diffusa, uniforme, e godranno anch’essi della vista e del microclima indotto dai giardini interni.
Nella porzione nord del complesso vengono a trovarsi i laboratori, le aule informatiche, interciclo e le palestre: a una certa distanza dalle aule curricolari, rimanendo comunque facilmente collegati, consentono di interporre una sorta di stacco con la didattica “frontale”; tale posizionamento permette di avere luce diffusa e zenitale, ottima per le aule informatiche e per tutte le attività collettive.
Ragionando su alcune caratteristiche costruttive del plesso scolastico, è bene sottolineare come le aule e tutti i locali presentino una forma regolare che semplifica le lavorazioni; le partizioni interne e le pareti scorrevoli sono di tipo prefabbricato; la struttura in setti ed i solai in c.a. a vista, presentano molteplici vantaggi: semplicità costruttiva e immediata finitura superficiale (evitando successive fasi di intonacatura, rasatura e decorazione)
La forma sinuosa degli spazi comuni e delle aree di distribuzione, presentando solamente irregolarità in pianta, sarà il risultato di una casseratura ad hoc, comunque non incisiva dal punto di vista economico.
Le coperture verdi, pur comportando qualche aggravio economico, sono molto vantaggiose sia dal punto di vista della percezione estetica che da quello del contenimento dei consumi energetici (attraverso l’inerzia termica); i giardini interni favoriscono invece il mantenimento del microclima desiderato.

 

 

Il centro sportivo
Situato nella porzione meridionale del lotto di intervento, è delimitato a nord dalla nuova viabilità comunale. Non essendo ancora state definite precise indicazioni in merito al bacino di utenza e al numero presunto di utenti, si è ipotizzato un polo per attività sportive di medie dimensioni, implementabile nel tempo o comunque flessibile in tutte le parti adibite ad ospitare il pubblico.
Il centro è parte integrante dell’intero complesso: punto di ritrovo non solo per lo sport, ma per tutte le attività di loisir e relax. Collegato direttamente alla nuova e più ampia piazza 11 settembre, avrà ampie zone – pavimentate e trattate a prato – ottimali per dare spazio manifestazioni, fiere e feste.
I diversi accessi al centro, suddivisi per zone funzionali (palestra, campi da gioco, piscina, sauna) permettono di separare gli usi, limitando fortemente le spese di gestione dell’intero complesso e favorendo la distribuzione di attività durante tutte le ore della giornata: sport per le scuole alla mattina e per singoli o gruppi sportivi al pomeriggio, attività di fitness e intrattenimento la sera). Gli spazi siano stati concepiti in modo da essere fruiti sia in compresenza di più atleti/squadre, sia singolarmente.
Sono anche previsti un ristorante, una grande sala polivalente (per proiezioni e conferenze) e un locale adiacente i campi destinato a sede della polisportiva (con sala riunioni, docce e spogliatoi).
Nella porzione più a sud, dove si è deciso di valorizzare un’area boschiva, si trova la palestra di arrampicata all’aperto, landmark visibile dalla strada provinciale e assieme alla torre dell’orologio simbolo del nuovo intervento.
L’elemento più forte e dal carattere “costruito” è la palestra. La forma curvilinea smorza l’impatto e nel fronte ovest essa pare quasi piantarsi nel terreno, mentre mantiene a est un profilo inclinato, leggermente aggettante; per ridurre pesi reali e visivi, la struttura è stata pensata in travi reticolari metalliche; al di sotto della copertura (rivestita in fotovoltaico amorfo) trovano posto l’area di gioco con le tribune, gli spogliatoi e le docce, mentre al di sopra si trova l’area fitness. Nel corpo più basso – orientato nord/sud – trovano posto la reception (ingresso principale) e i locali sauna bagno turco che, senza soluzione di continuità, comunicano con la piscina esterna e il grande solarium (che ricalca in pianta le dimensioni di una piscina olimpionica).
Ai campi sportivi si può accedere da diversi punti, ma l’ingresso del pubblico avviene comunque dall’ampio parcheggio a sud del centro (altri posti auto supplementari sono stati ricavati nell’ampia zona a prato ad est). L’obiettivo generale è un’organizzazione delle strutture che consenta la distribuzione più razionale dei flussi e la diminuzione dei costi di gestione.
Il filo conduttore dell’intervento è, anche in questa porzione, è il tema del verde: l’ottenimento di un piacevole microclima e l’integrazione del disegno dei percorsi ciclopedonali sono due importanti caratteristiche.

 

 

Il parco
Situato tra il centro sportivo ed il complesso scolastico, questo spazio diventerà la nuova area di verde pubblico attrezzato di Noviglio.
Collegato alla pista ciclabile esistente che parte da Mairano, sarà solcato da percorsi che collegheranno i vari nuclei abitati del territorio comunale; altra “cerniera” di rilievo sarà l’ampliamento di piazza 11 settembre oltre la strada (grazie ad un attraversamento protetto da dissuasori), fino ad aprirsi sul parco: la piazza potrà così diventare lo spazio privilegiato per feste, sagre e manifestazioni all’aperto.
Il verde ricopre un ruolo fondamentale all’interno del progetto; anche nel parco è prevista la piantumazione di specie a latifoglie: lungo i percorsi pedonali e intorno all’ampia area del pozzo petrolifero. Tale scelta, oltre a introdurre zone di ombra più fresche lungo la ciclopista, farà da schermo allo spiazzo in ghiaia, dando continuità al bosco di ceduo lungo la strada che porta a Mairano.
I percorsi saranno in terra stabilizzata e, con la propria forma e il proprio andamento, andranno a formare piccoli allargamenti che potranno ospitare zone di sosta attrezzate con sedute, fontanelle e aree gioco per bambini.
Altro collegamento, questa volta visivo, sono i due land-mark dell’intervento: la torre dell’orologio (della scuola) e la palestra di roccia (del centro sportivo) tali segni sono visibili dalle altre borgate a segnare il punto di ritrovo del paese, quasi come due fari.
L’intero intervento pone particolare attenzione al tema della permeabilità dei suoli: sia le coperture verdi che i parcheggi sono stati pensati per rilasciare gradualmente al suolo l’acqua delle precipitazioni meteoriche.
Le rogge saranno inserite all’interno del progetto dal punto di vista paesistico; esse saranno valorizzate, verranno garantite le fasce di rispetto per permetterne la manutenzione, verranno protette nelle zone di transito per evitare cadute accidentali, ma ne verrà evitato il più possibile l’interramento.

 

 

Considerazioni di carattere economico-ambientale
L’intero intervento si fonda su di un principio generale di sostenibilità, declinato nel minor impatto ambientale, nel recupero delle acque e in tutti quegli accorgimenti di qualità che caratterizzano i più avanzati edifici che seguono questa linea.
Il progetto vede tra le principali strategie adottate la massimizzazione del risparmio energetico del complesso scolastico e il comfort ambientale per gli occupanti, attraverso approfondite considerazioni bioclimatiche legate da un lato al contesto (orientamento, caratteri formali e morfologici del lotto), dall’altro a scelte tecnologiche innovative e, allo stesso tempo, di facile ed economica gestione e manutenzione.

 

 

Strategie per l’illuminazione naturale
In un edifico scolastico l’illuminazione naturale è molto importante: attraverso il corretto dimensionamento e posizionamento delle aperture, in superfici verticali, orizzontali, ma anche a diverse inclinazioni a seconda dell’orientamento, integrate da sistemi di schermatura diversificati a seconda delle esigenze, si garantirà una buona illuminazione naturale evitando in qualunque momento della giornata fenomeni di abbagliamento diretto.
L’illuminazione naturale utilizzata in misura decisamente maggiore rispetto ad un edificio tradizionale viene impiegata con il duplice obiettivo di risparmio energetico dovuto al minore impiego di apparecchi di illuminazione artificiale e, contemporaneamente, garantire alti livelli di comfort visivo per gli utenti, con conseguente maggior capacità di apprendimento per gli studenti, come dimostrano le numerose ricerche nel settore. Per garantire in ogni aula adeguati livelli di illuminamento e l’uniformità necessaria per il comfort visivo, si utilizzano per l’ingresso della luce naturale in ambiente sia le finestre su pareti verticali sia aperture poste in copertura. Grazie a questi accorgimenti progettuali risulta sempre verificato, il requisito indicato nel Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975 di avere un Fattore Medio di Luce Diurna FLDm sempre maggiore o uguale al 3%, e si ha un’uniformità di illuminamento sempre > 0,8.
Il comfort visivo e il risparmio energetico sono ottenuti anche nel progetto dell’illuminazione artificiale, che vedrà l’impiego, nelle aule, di sorgenti ad alta efficienza con curve fotometriche tali da evitare l’abbagliamento diretto, dimmerabili a controllo manuale o automatico a seconda delle scelte degli utenti, in modo da ottimizzare l’integrazione luce naturale-artificiale.
Analoghe strategie sono state impiegate nel centro sportivo: la luce naturale, che è impiegata in ambiente con attenzione a evitare possibili fenomeni di abbagliamento per gli atleti e gli spettatori, è integrata dall’illuminazione artificiale con sistemi di dimmeraggio che ne ottimizzano l’impiego, e quindi, riducono i consumi.
Gli apparecchi e le sorgenti sono scelte per diminuire i consumi energetici, e contemporaneamente garantire il miglior comfort visivo, evitando l’abbagliamento e garantendo un’alta uniformità di illuminamento.

 

 

Strategie per la l’isolamento acustico e il controllo del clima acustico
Le scelte progettuali e le tecnologie impiegate consentono di soddisfare i requisiti acustici imposti dal Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975 e di avere in ogni ambiente alti livelli di comfort ambientale acustico e dal D.P.C.M. del 05/12/1997.
L’involucro garantisce un R’w di 50 dB e un D2m,nT,w di 48 dB, sia nelle parti opache che in quelle trasparenti. In quest’ipotesi, le pareti interne di divisione tra le aule sono costituite da un setto di calcestruzzo armato, su cui è addossato, da un lato, uno strato di lana ad alta densità ed un ulteriore parete in mattoni; le pareti interne di divisione tra le aule e gli spazi comuni sono costituiti da blocchi in argilla espansa acustici intonacati sui due lati: tali stratigrafie consentono l’adeguato fonisolamento tra ambienti adiacenti, sia per via area sia per trasmissione laterale. Il clima acustico delle aule e degli ambienti speciali, quali ad esempio l’aula di musica, vedono l’impiego di pannelli fonoassorbenti studiati per garantire il tempo di riverberazione ottimale in modo da garantire la migliore intelligibilità del parlato o l’ascolto della musica, a seconda dei casi.
Il centro sportivo vede l’impiego di materiali fonoassorbenti che garantiscono i tempi di riverberazione ottimale e, quindi, il miglior comfort acustico, in presenza di diversi livelli di affollamento.

 

Strategie per la riduzione dei consumi energetici
Per ridurre sensibilmente i consumi energetici per la climatizzazione nel periodo invernale e estivo e, quindi, i costi di gestione, si è posta grande attenzione alle scelte di involucro impiegato e alle strategie per massimizzare la ventilazione naturale. Le partizioni esterne opache e trasparenti, sia verticali che orizzontali, vedono l’impiego di materiali il più possibile economici, ma con valori di isolamento termico elevati, già in linea con i valori limite di trasmittanza termica previsti a partire dal 1 gennaio 2010, del DL n.311/2006 e i limiti fissati dal DGRVIII5773/2007 della Regione Lombardia. L’obiettivo è far sì che l’edificio rientri perlomeno nella “classe B”, pari a circa un terzo del consumo energetico medio di un edificio scolastico di queste dimensioni. Si potrà valutare, in accordo con lo scenario economico previsto dalla committenza, di far rientrare l’edificio in “classe A”, migliorando quindi le prestazioni energetiche e, quindi, i risparmi economici nel tempo.
Le pareti opache possono quindi vedere l’impiego di setti in calcestruzzo armato o muratura in blocchi di argilla espansa con isolamento a cappotto in materiale naturale ad alta densità quale la fibra di cellulosa, con uno strato di tavelle esterne su è posato un rivestimento in cotto.
Le parti trasparenti sono trattate in modo diverso a seconda dell’orientamento, tenendo in considerazione i dati climatici del luogo, in termini di temperatura dell’aria esterna, posizione del sole e irradianza solare nei diversi momenti della giornata nelle diverse stagioni. La bassa trasmittanza termica delle parti di involucro trasparente, ottenuta impiagando serramenti in alluminio a taglio termico con vetrocamera chiaro+basso emissivo consente di avere, oltre a un alto risparmio energetico, temperature superficiali dei vetri prossime a quelle dell’aria interna, che garantiscono buone condizioni di comfort termico per gli utenti. Per le parti soggette a irraggiamento diretto, quali le aperture di alcune aule rivolte a sud, o degli spazi di distribuzione si provvede al controllo degli apporti solari mediante sistemi di schermatura esterna a lamelle. Queste, pur essendo fisse per avere bassi costi di gestione e manutenzione, sono disegnate in modo da lasciar passare i raggi del sole nel periodo invernale quando questo è più basso e contribuisce al riscaldamento passivo degli ambienti, e a schermarli nel periodo estivo.
Per la climatizzazione delle aule e delle parti comuni quali l’atrio di ingresso e le zone di distribuzione, si massimizza l’utilizzo della ventilazione naturale, in modo da garantire sempre il miglior comfort termico e una adeguata qualità dell’aria La presenza di aperture in copertura e nella sommità nelle parti comuni consentirà, nel periodo invernale, di sfruttare questi spazi come spazio-serra, in cui l’aria è preriscaldata in modo naturale prima di entrare negli ambienti. Nel periodo estivo si utilizzano moti convettivi opposti: l’aria esterna più fresca grazie alla presenza di della vegetazione che consente di mantenere una temperatura più mite grazie alla traspirazione capillare delle foglie, viene richiamata in ambiente grazie alla presenza di un elevato gradiente termico garantito dal surriscaldamento della copertura consentendo così il raffrescamento passivo per ventilazione natuale. La ventilazione delle aule vede l’ingresso dell’aria di ricambio attraverso apposite bocchette nelle porte di ingresso, e l’estrazione, per effetto camino naturale o assistita mediante ventilatori, in opportune condizioni di affollamento.
Poiché non si prevede l’inserimento di un impianto di raffrescamento mediante un gruppo frigorifero, si garantisce il buon comfort termico per gli utenti nei periodi caldi attraverso la ventilazione naturale che opera sinergicamente con le schermature solari che proteggono dall’eccessivo carico termico solare e con l’inerzia termica delle strutture opache. In particolare le coperture sono verdi: questa scelta progettuale consente di avere, contemporaneamente, un ottimo isolamento termico, un’alta inerzia termica e un aumento del tempo di deflusso delle acque meteoriche, che consente di migliorare le prestazioni della rete di smaltimento delle acque in presenza di eventi meteorici di grande rilievo, e garantendo una maggiore permeabilità media del lotto.

 

 

Impianti termo fluidici
La progettazione degli impianti termofluidici per il controllo dei parametri microclimatici ambientali ha, come obiettivi principali, il comfort degli utenti dell’edificio, e, non meno rilevante, la valorizzazione della realtà ambientale in cui andrà ad integrarsi la struttura.
L’ottimizzazione della gestione energetica e della qualità ambientale si persegue con le seguenti strategie:
– ridotto fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento ottenuto attraverso le strategie passive precedentemente descritte e la bassa trasmittanza e alta capacità termica dei componenti di involucro opaco e trasparente;
– utilizzo di sistemi di climatizzazione a bassa temperatura ed alta efficienza, quali una caldaia del tipo a condensazione ed un sistema di riscaldamento a pannelli radianti annegati a pavimento con ottimizzazione dei percorsi dei circuiti in modo da ridurre le perdite energetiche in gioco;
– impiego di recuperatori ad alta efficienza integrati nell’impianto a tutt’aria del palazzetto dello sport;
– integrazione di un sistema solare attivo ad acqua, consistente in un sistema a collettori solari piani per la produzione di acqua calda per usi sanitari e integrazione al riscaldamento ambienti;
– utilizzo di un sistema di ventilazione assistita delle aule ottenuto mediante l’inserimento di ventilatori di estrazione collegati all’ impianto fotovoltaico che ne garantisce la piena autonomia energetica dalla rete;
– utilizzo di un sistema di raccolta delle acque piovane, da riutilizzare per l’irrigazione delle aree verdi e per l’alimentazione delle vaschette di cacciata dei WC e utilizzo di sistemi per la limitazione dei consumi idrici nei servizi stessi;
– utilizzo di un sistema di supervisione e controllo dei componenti di regolazione degli impianti.

 

 

Solare fotovoltaico
Pannelli fotovoltaici in silicio amorfo, caratterizzati da una buona resa energetica a diversi orientamenti, vengono integrati nei lucernari in copertura della scuola e nella copertura del centro sportivo. La scelta progettuale di farne un ampio impiego comporta un costo iniziale superiore (che comunque beneficia di incentivi e sgravi fiscali) ad un intervento di edilizia tradizionale, ma genera, come già verificato in altri interventi analoghi, un risparmio considerevole già nel breve tempo.
Quest’opzione è anche un segnale tangibile di sensibilità verso tali tecniche realizzative, un esempio di carattere quasi “didascalico” che potrebbe essere seguito anche da privati nelle loro abitazioni.
Si è quindi deciso, in questa fase, di non quantificare economicamente tali lavorazioni, in quanto legate ad una serie di considerazioni tipiche di una fase di progettazione successiva: si sono pensati gli edifici, già adatti alla migliore integrazione di sistemi solari, in modo da coniugare al meglio l’esito formale con le prestazioni energetiche e il contenimento dei costi. L’utilizzo di tali tecnologie, quindi, dovrà essere pianificato dai decisori valutando scenari economici che possono essere adottati anche in parti e passi successivi nel tempo.